La SEO spiegata facilmente in 7 punti

Se sei sul web non puoi ignorarla: è la SEO, e sono qui per dirti cos’è e come utilizzarla nel modo giusto.

Preparati per tutto ciò che avresti sempre voluto sapere sulla SEO (ma che non hai mai osato chiedere).

Cos’è la SEO

Non preoccuparti se non ne hai sentito mai parlare o se non ne sai abbastanza: per tua fortuna non appena avrai finito di leggere questo articolo potrai affermare con fierezza “Sì, so cos’è la SEO e come funziona!”.

E non per fare il figo ma perché la SEO ti serve.

SEO

Inizio subito dalla definizione, che poi si auto-esplica analizzando l’acronimo:

Search Engine Optimization, vale a dire ottimizzazione per i motori di ricerca.

Più a fondo, la SEO è un insieme di pratiche e di accorgimenti che consentono di aumentare la visibilità dei tuoi contenuti all’interno dei motori di ricerca, in relazione a ciò che un utente cerca.

Visto? Nulla di complicato.

That’s it, come dice Montemagno alla fine dei suoi video. Solo che io ho appena cominciato, quindi… continua a leggere.

Cosa fa la SEO

Immagina di avere una potente tecnologia in grado di far trovare a chi cerca qualcosa esattamente quello che gli serve.

Come dici? Questa tecnologia esiste già?
Bene, volevo vedere se eri attento: sto parlando proprio dei motori di ricerca!

SEO

Il più famoso e il più utilizzato di tutti ovviamente è Google (almeno nei cosiddetti Paesi Occidentali, perché per gli altri mercati il discorso cambia), quindi il più delle volte si intende con SEO l’ottimizzazione rispetto a Google, ma il principio può valere per qualsiasi motore di ricerca più o meno diffuso, a seconda dei casi: ad esempio negli U.S.A. è molto usato anche Bing mentre in Russia e dintorni esiste Yandex.

Ma il discorso non riguarda solo la posizione geografica: esistono motori di ricerca per l’e-commerce, per il mercato immobiliare o per i settori più disparati.

Tutto sta nel conoscere i meccanismi generali e quelli di ciascun motore specifico a seconda dei propri obiettivi, però sapere come farsi amico Google è sicuramente il “grado zero” della SEO, un vantaggio imprescindibile.

La SEO è quindi ciò che ti fa bello agli occhi di Google. Ok, di Google o del motore di ricerca specifico: vedo che sei attento, ma in questa sede per semplicità mi occuperò principalmente della SEO “per eccellenza”, ossia quella per la nota azienda californiana.

SEO

La SEO non è una scelta: se vuoi promuoverti sul web la devi fare, pena l’annullamento dei tuoi sforzi (anche economici).

Ma puoi stare tranquillo: non è così complicata come può apparire.

Quello che mi preme è farti capire a cosa ti serve.

Poi ti spiegherò come si fa.

Perché è fondamentale la SEO

La SEO consente al tuo sito di dialogare in maniera coerente con Google: favorisce dunque la possibilità che chi cerca qualcosa inerente al tuo settore o alla tua attività ti trovi per primo.

Questo vuol dire che un lavoro di SEO fatto bene farà sì che se ti occupi, ad esempio, di canne da pesca in bambù, quando qualcuno cercherà su Google “canne da pesca in bambù” gli compaia nella SERP, ossia nella pagina dei risultati (da Search Engine Results Page), proprio il tuo sito, il più vicino possibile ai primi risultati.

Se non proprio al primo posto.

Puoi immaginare quale grandiosa e preziosa risorsa quindi la SEO rappresenti per te.

Perché è davvero fondamentale la SEO

Sul serio: la SEO è fondamentale.

A questo punto lo avrai capito, ma mi spingo ancora un pochino oltre prima di spiegarti come si fa.

Sul web non funziona come nei vecchi elenchi telefonici o pagine gialle: non c’è l’ordine albabetico.

Sui motori di ricerca l’ordine è gerarchico: chi compare prima, vince.

Questo perché su Internet la soglia di attenzione è bassissima: in genere, quando qualcuno cerca un’informazione la vuole trovare subito, senza perdere tempo.

Se qualcun altro che vende canne da pesca di bambù si posiziona prima di te è più probabile che un potenziale acquirente andrà sul suo sito anziché sul tuo, e magari comprerà da lui anziché da te.

Ecco perché è fondamentale usare la SEO per posizionarsi tra i primi posti e soprattutto nell’agognata Pagina 1 della SERP.

Ed ecco perché sono felice che tu stia leggendo questo articolo, ma prima una importante precisazione.

Cosa non è la SEO

Wow, fantastica ’sta SEO!

Voglio applicarla subito!
Ottimo entusiasmo, ma prima è utile che tu sappia cosa non è la SEO.

La SEO non è una formula magica.

Non è una serie di trucchetti o di scorciatoie.

Non si fa giocando sporco né barando.

La SEO è un insieme di pratiche per favorire un buon posizionamento, per aumentare le probabilità che Google ci piazzi tra i primi risultati: nessuno, a parte chi lavora per Google, sa come funzionino esattamente i suoi algoritmi, ma tutta la SEO si basa su studi empirici comprovati.

La SEO non è un interruttore che all’accensione ti garantisce all’istante un traffico da paura: è un insieme di aspetti di cui tener conto, un modo di procedere che premia sul lungo periodo (o comunque dopo un po’ di tempo).

SEO

Devi avere pazienza ed evitare categoricamente di barare.

Google, infatti, sa essere un giudice piuttosto severo: premia la coerenza, punisce e penalizza fortemente l’incoerenza.

Se cerchi una serie di escamotage per forzare la SEO o per imbrogliare perdi solo tempo: qualsiasi falla si possa trovare nel misterioso, “magico” algoritmo da sfruttare a proprio vantaggio sarà di sicuro qualcosa di temporaneo, prontamente aggiustato dagli sviluppatori.

Si parla persino di “Black SEO”, vale a dire, appunto, l’applicazione di vari trucchi per scavalcare gli altri e piazzarsi primi in maniera rapida e scorretta… con la conseguenza che Google prima o poi se ne accorgerà e ti squalificherà, collocandoti a pagina numero Vattelappesca.

Ricorda: Google dà, Google toglie.

Hey, su con la vita! Non volevo spaventarti: ora che sai cosa non va fatto, impara  a fare la SEO!

Come si fa la SEO

Eccoci al sodo: ne abbiamo parlato tanto, finalmente vediamo come fare SEO per bene!

Qui ci sono alcune best practice da seguire affinché il tuo sito aumenti le probabilità di comparire tra i primi risultati di ricerca quando qualcuno cercherà parole-chiave attinenti al tuo ambito.

1. Impara come funzionano i motori di ricerca

Non puoi fare una buona SEO se non sai come funzionano i motori di ricerca, giusto?

Il principio generale è semplice: un utente inserisce sul motore di ricerca una cosiddetta chiave (o parola-chiave o keyword) di ricerca (nel nostro esempio una chiave di ricerca potrebbe essere “canna da pesca” o anche “canna da pesca in bambù” o ancora “canna pesca bambù”, con o senza virgolette), e nel giro di frazioni di secondo il motore genera in tempo reale una SERP nella quale mostra all’utente i risultati considerati migliori.

Che si intende con migliori?

Ci torno su al punto 4.

Quello che voglio farti capire in questo momento è che non esistono posizionamenti assoluti e fissi, ma che il posizionamento dipende sempre e comunque dalle keyword ricercate e da tantissimi altri fattori.

Fare SEO significa, in pratica, intervenire in questi fattori, ove possibile.

2. Pensa come penserebbe chi ti cerca (e non pensare come Google)

Va bene: le regole della SEO tecnicamente le dettano i motori di ricerca, Google in primis.

Ma Google sa di non essere altro che uno strumento “in mano” (letteralmente, se usato da smartphone o tablet) a delle persone, per cui la SEO va fatta pensando al tuo visitatore potenziale, vale a dire una persona.

SEO

Cosa fa chi ti cerca?

A cosa è interessato?

Quali parole-chiave cercherà?

Da quali dispositivi è più probabile che ti cerchi?

Queste e altre sono le domande che dovrai porti e, di conseguenza, ciò che ti spingerà a giocare d’anticipo, realizzando contenuti ad hoc per il tuo lui o lei potenziale.

E veniamo quindi al punto 3.

3. Cura i tuoi contenuti: parole-chiave, tag, leggibilità

Ormai dovrebbe esserti chiaro: la SEO è per le persone, non per Google.

Google non fa altro che premiare chi fa buona SEO, cioè chi fa sì che le persone trovino esattamente ciò che vogliono.

Tu dovrai quindi avere ben chiaro il tuo pubblico ideale, o se preferisci le tue buyer personas (o anche reader personas), e anticipare le sue mosse curando i tuoi contenuti in maniera consapevole.

Perché è attraverso i contenuti (pubblicati sul tuo bel sito con il tuo bel blog, mi auguro) che il tuo cliente potenziale ti troverà e valuterà se vale la pena rimanere tra le tue pagine o se le promesse non sono state mantenute.

Quindi la SEO la fai già a partire dai tuoi contenuti.

Attraverso una serie di accorgimenti (sia concettuali che tecnici) potrai rendere i tuoi articoli particolarmente pregevoli agli occhi di Google, che pertanto “sarà felice” di presentarli a coloro che cercano proprio ciò di cui parli tu.

SEO

Da un punto di vista tecnico, in fase di scrittura i tuoi articoli dovranno dunque avere le keyword giuste (quelle, cioè, che ti collegano sia al tuo ambito di riferimento sia a ciò che l’utente cercherà), disseminate in maniera ragionevole (né troppo, né troppo poco) lungo il testo, e dovranno avere una controparte meta-testuale in grado di descrivere per bene ciò di cui essi parlano.

Che vuol dire meta-testuale?

Un testo è “meta” quando parla di un altro testo.

Nel caso specifico, una pagina di un sito web (ad esempio un articolo) è costituito dall’insieme di due parti: il contenuto, vale a dire ciò che il lettore-utente vede, e il codice attraverso il quale è scritto, ossia ciò che vede il browser (come Chrome o altri) e che “traduce” in forma visiva.

Non spaventarti per tutti questi tecnicismi: ti basti sapere che intervenendo manualmente in alcune descrizioni meta-testuali dei tuoi contenuti – i cosiddetti tag – renderai più chiara agli occhi di Google la struttura e il significato (o semantica) dei tuoi testi, consentendogli di indicizzarti in maniera corretta.

Un tag, ad esempio, è ciò che delimita la porzione di testo che comparirà all’utente come titolo, come paragrafo, come grassetto, come corsivo e via discorrendo.

La tua fortuna è che oggi non sei tenuto ad essere un esperto web designer o informatico per poter intervenire su tali tag: attraverso numerosi plug-in i cosiddetti CMS (Content Management System, vale a dire piattaforme come WordPress, Joomla e simili) ti consentono di modificarli facilmente.

 

Scrivi testi avvincenti e visivamente scorrevoli

SEO

Un altro accorgimento che mi preme segnalarti riguarda la scorrevolezza dei tuoi contenuti. Usa una scrittura persuasiva e snella (tramite grassetti, paragrafi brevi, elenchi puntati e così via), che invogli a leggere fino alla fine: aumenterai il tempo di permanenza sulle tue pagine, un fattore decisamente rilevante per la SEO.

Insomma, per una buona ottimizzazione il copywriting gioca la sua parte.

Inserisci immagini e ottimizzane l’indicizzazione

Un testo, specie se lungo, è più leggibile se arricchito da qualche supporto visivo: usa un numero ragionevole di immagini da disseminare nei tuoi contenuti.

Ma non finisce qui. Le immagini che inserisci, affinché siano meglio indicizzate da Google, essendo visive e non testuali possono avvalersi di due cose che invece testuali lo sono: il nome e, anche qui, le meta-descrizioni.

Il primo aspetto è abbastanza intuitivo: meglio inserire un’immagine con un nome descrittivo (ad esempio “Canna-da-pesca.jpg”) rispetto ad un generico “DSC_0872.jpg”.

Sulle meta-descrizioni valgono i principi relativi ai tag, facilmente modificabili tramite i CMS. Fa’ attenzione soprattutto all’attributo alt-tag: è ciò che consente a Google, oltre che ai non vedenti, di “leggere” il contenuto dell’immagine, quindi quanto più sarai specifico nel descriverla in questa sede, meglio sarà per tutti.

SEO

Infine, usa il più possibile immagini leggere per non appesantire il tuo sito.

E se non sono leggere niente panico! Ci sono fiumi di tool gratuiti anche online per comprimere le immagini, come Tinyjpg.com.

Il web, che cosa grandiosa!

4. Sii coerente

Il principio base di tutta la SEO è la coerenza: dalla scelta delle keyword sulle quali impalcare i tuoi contenuti fino all’ottimizzazione degli stessi in termini di scrittura, leggibilità, scorrevolezza, presenza di immagini ben descritte e quant’altro, se tradisci te stesso ti tradisci anche agli occhi di Google.

Se hai scelto di occuparti di un determinato argomento, quindi, non deviare dal tracciato ma insisti su tutto ciò che è ad esso collegato, valorizzando il posizionamento strategico delle parole-chiave principali, utilizzandone altre ad esse connesse (se scrivi di canne da pesca ad esempio puoi parlare anche di ami, esche, migliori laghi dove pescare, consigli su quali tipi di lenza usare e così via), attivando il tuo pensiero laterale e la tua creatività per prevedere e anticipare i desideri e i bisogni del tuo lettore-utente-acquirente potenziale.

Questi, comunque, non sono che alcuni dei molti accorgimenti che puoi prendere in nome della coerenza per favorire la SEO.

Ricorda: i contenuti migliori sono quelli più coerenti rispetto a ciò che l’utente cerca e a ciò che tu gli puoi offrire.

Ed ora qualche aspetto leggermente più tecnico.

5. Due cose che devi conoscere: i file Sitemap e Robots

Anche qui ti lascio qualche input un po’ più da “smanettone”, ma nulla che non si possa imparare: ogni sito ben ottimizzato in ottica SEO deve avere un file Sitemap.xml e un file Robots.txt.

In breve: sono file che dicono a Google, rispettivamente, com’è fatta la struttura del proprio sito (non a caso sitemap, mappa del sito) e quali percorsi analizzare e quali no.

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Google, infatti, invia periodicamente dei “robottini virtuali”, detti anche spidercrawler (che per l’appunto danno l’idea di qualcosa che striscia, che esplora ogni anfratto), al fine di analizzare i siti per poi indicizzarli. Bene: con il file Robots.txt dite a Google “Qui puoi andare, qui no”, ad esempio se avete pagine che non devono comparire all’utente finale o che non volete appaiano tra i risultati di ricerca.

Indovina? Anche in questo i CMS ci vengono in aiuto.

Bello, eh?

6. Occhio ai link e agli anchor texts

Regola d’oro: se vuoi garantire una SEO corretta evita i link evidenziati da frasi del tipo “clicca qui” o i “scopri di cosa parlo”, tipici dei primi anni del vuvuvù.

Rendi i testi dei tuoi link (gli anchor-text, vale a dire le parole “cliccabili” che rimandano ad altre pagine) il più possibile auto-esplicanti e pertinenti.

“Clicca qui” non significa di fatto nulla e agli occhi di Google questo non sarà di certo un elemento premiante.

7. Favorisci i link da altri siti più autorevoli

Ultimo, ma non ultimo, dei fattori premianti in termini di SEO per il tuo sito: la popolarità. Ricevere in ingresso dei cosiddetti backlink di qualità, ossia siti esterni autorevoli che puntano al tuo sito, è un indice di popolarità.

Con “autorevole” si intende un sito a sua volta ben ottimizzato che può, quindi, di riflesso gettare buona luce sul tuo, contribuendo al tuo ranking (ossia al tuo punteggio).

Occhio, ché anche qui esistono delle pratiche scorrette: punta sempre al ricevere backlink da siti pertinenti e, per l’appunto, ben posizionati in termini di SEO.

Come si fa a scoprire se un sito è ben posizionato?

Dai, ti svelo anche questo segreto: puoi usare dei tool come Woorank.

Non c’è di che.

L’estrema sintesi di una buona SEO

Insomma, nel digital marketing c’è chi sintetizza tutto ciò che ti ho detto in un’unica frase: il modo migliore di fare SEO è non pensare alla SEO.

Certo, un po’ semplicistico e provocatorio ma rende l’idea: il concetto è che se scrivi in maniera coerente e corretta sarai automaticamente portato a scrivere contenuti validi, quindi usando le giuste keyword in maniera ragionevole, linkando a siti autorevoli, stando attento alla scorrevolezza e alla struttura dei testi, alle meta-descrizioni e così via.

Fine? No: il tuo viaggio nella SEO è appena cominciato

Ora però devo farti un’ammissione: in apertura ti avevo promesso tutto ciò che c’è da sapere sulla SEO, ma pur di citare Woody Allen mi sono lasciato prendere un po’ la mano.

Poiché il discorso è tutt’altro che finito.

Sebbene questo sia stato un excursus sui pilastri della Search Engine Optimization (soprattutto quella on page) che spero ti sarà utile, è impossibile dire tutto sulla SEO in un unico articolo, tant’è vero che sull’argomento sono stati scritti centinaia di libri.

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Ma mi faccio perdonare: se continuerai a seguire On The Rox potrai scoprire sempre più aspetti legati alla SEO e ricevere ulteriori consigli su come farti bello agli occhi di Google.

E se piaci a Google arrivi ai tuoi clienti per primo.

Se ancora non sei convinto dell’importanza di posizionarsi in cima mi gioco l’ultima carta, ossia la prima delle 22 immutabili leggi del marketing:

È meglio essere i primi che meglio degli altri.

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