Fai decollare il tuo negozio su Etsy

Vorresti far decollare il tuo negozio su Etsy?

Bè se ti trovi qui, sicuramente si.

So quanto può essere frustrante non vedere ripagati i propri sforzi nel creare oggetti così belli e ricevere pochissime vendite e visite sul profilo. Proprio per questo voglio aiutarti rivelandoti tutto ciò che devi fare  rendere il tuo negozio su Etsy all’altezza delle tue qualità artistiche!

Pronta a metterti in gioco? Allora cominciamo subito.

Se non ti vedo non esisti

Sai quanti venditori ci sono su Etsy Shop?

Secondo il rapporto annuale del 2017 fornito da Etsy, la piattaforma conta 1,9 milioni di venditori, di cui l’87% sono donne e vendono su molteplici canali, soprattutto social. A proposito, se vuoi sapere come usarli per aumentare le vendite puoi scoprirlo cliccando su quest’altro articolo.

Da questi dati, che ci fornisce direttamente la piattaforma, puoi immaginare quanto possa essere importante renderti riconoscibile agli occhi dei potenziali acquirenti.

Poter identificare il tuo negozio e i suoi prodotti ti porterà a godere di un enorme vantaggio: quello di essere ricordata.

negozio su etsy

Per farlo hai bisogno di:

  • un nome che rimanga impresso;
  • foto che si differenzino dalla massa (ma di questo te ne parlo fra poco);
  • saper raccontare i prodotti.

Pensare di aumentare le vendite su Etsy senza aver considerato queste caratteristiche ti porterà a compiere una serie di azioni prive di una base solida. E si sa che per essere a metà dell’opera, bisogna cominciare bene.

Quindi ti consiglio di aprire la pagina del tuo negozio in una finestra accanto a questa, osservarla alla luce di ciò che hai appena letto e provare a valutare se è riconoscibile o meno. Se l’operazione ti sembra troppo complicata, contattaci e vedremo come possiamo aiutarti.

Ma andiamo avanti!

No foto, no party

Qual è la prima cosa che vai a guardare quando scopri un nuovo negozio su Etsy?

Le foto dei prodotti. Ovvio.

Secondo recenti studi nell’ambito delle scienze cognitive è stato provato che dedichiamo ben il 50% dei processi cognitivi per elaborare contenuti visuali e il 70% dei nostri recettori sensoriali è concentrato negli occhi.

Un’immagine viene interpretata dal nostro cervello in circa 100 millisecondi. La parte del cervello che viene attivata per leggere il testo scritto entra in gioco decisamente in ritardo. Troppo tardi comunque per decidere se rimanere o chiudere per sempre la pagina del tuo negozio online.

Solo le immagini che carichi sul profilo sono in grado di catturare l’attenzione in meno di mezzo secondo.

In un e-commerce così concorrenziale non puoi permetterti tempi più lunghi per far innamorare le persone dei tuoi prodotti.

Andiamo a vedere alcune caratteristiche che le tue foto devono possedere per rendere più attraente il negozio :

  • alta qualità;
  • mostrare il prodotto al meglio;
  • devono far comprendere al cliente com’è fatto il prodotto, con quali materiali, quali sono le sue dimensioni e come può essere usato;
  • devono sopperire alla mancata esperienza dal vivo.

Se vuoi farti un’idea di cosa intendo per belle foto puoi andare a vedere il nostro lavoro con Unikolab presente nel portfolio.

La qualità non basta

Immagina di entrare in un negozio di abbigliamento e trovare pochissimi abiti sulle stampelle, una vetrina semivuota e una scarsa cura nell’esposizione della merce.

In uno store reale avresti fatto finta di fare un giro, per non sembrare troppo scortese, per poi uscire molto delusa e intenzionata a non tornare mai più. O peggio parlando male del negozio con le amiche.

Online succede esattamente la stessa cosa.

L’unica differenza è nel risparmio di tempo: non sei uscita di casa e non devi far finta di fare un giro del negozio.

In un millesimo di secondo abbandoni la pagina per passare ad un’altra.

Ti ho fatto questo esempio per farti capire che un negozio su Etsy, oltre ad avere prodotti di qualità, deve averne tanti. Devi riuscire a convincere il visitatore che da te c’è sempre qualcosa di nuovo da poter acquistare e trasmettergli la tua professionalità di venditrice.

Ma del resto compreresti mai online su uno shop che sembra palesemente amatoriale? Penso che sia superfluo dire no.

Avere tanti prodotti ti da inoltre molte più possibilità di essere trovato tramite le ricerche degli utenti.

Sulle ricerche però regna sovrana la SEO.

Che cos’è? Te lo spiego subito.

Il tuo negozio su Etsy deve essere ottimizzato per i motori di ricerca (SEO)

La SEO o Search Engine Optimization è un insieme di pratiche e di accorgimenti che consentono di aumentare la visibilità dei tuoi contenuti all’interno dei motori di ricerca. Se vuoi saperne di più abbiamo scritto un articolo che la spiega facilmente in 7 punti.

L’utilizzo di queste tecniche non va preso in considerazione solo dai blogger o dai proprietari di siti web ma anche da te che ha un negozio su Etsy. Questo infatti ti aiuterà ad essere trovata quando le persone cercheranno qualcosa di attinente ai tuoi prodotti. Sia su Google che all’interno del motore di ricerca di Etsy.

Ti senti confusa?

Non preoccuparti ora ti illustro passaggio per passaggio cosa devi fare per ottimizzare la tua SEO:

  • Individua le parole chiave del tuo prodotto: devi cercare di individuare le parole che l’utente digita quando cerca un prodotto come il tuo. Per fare questo ti consiglio di andare nella barra di ricerca Etsy e di inserire una parola (ad esempio: bracciali) e di guardare quali altre parole il suggeritore automatico associa a questa. Da lì potrai prendere spunto per trovare quelle più affini a ciò che vendi e inserirle poi nelle varie sezioni del tuo negozio: titolo, annunci, descrizione dei prodotti e tag.
  • Individua le parole correlate: una volta trovate le tue parole chiave cerca anche i sinonimi di queste. In questo modo potrai scrivere dei testi accattivanti, utilizzando parole chiave e correlate, quando andrai a descrivere i tuoi prodotti sia per gli utenti sia per Google.

 

negozio su etsy

 

Ricordati che farsi trovare  è una delle cose più importanti per chi decide di portare la propria attività sul web.

La novità è la cosa più vecchia che ci sia ma, se vuoi vendere, ti serve

Lo sai che la maggior parte delle cose che vediamo in giro, soprattutto nel campo della moda, sono oggetti che risalgono a parecchi anni fa rivistati in chiave moderna?

Alla maggior parte delle persone sembrano nuovi semplicemente perché non li conoscevano.

Ad esempio quando Adidas rilanciò il celebre modello di scarpe Stan Smith ci fu un’escalation enorme di vendite. Quanti acquirenti secondo te sapevano che il noto brand aveva ideato quel modello di scarpe nel 1973 dandogli il nome di un noto tennista dell’epoca?

Sicuramente una piccolissima percentuale.

Dove voglio arrivare? Voglio solo dirti che per il tuo negozio Etsy è importantissimo mostrare all’utente continue novità anche ispirandoti a creazioni passate. Non importa se l’elemento innovativo sarà solo una variazione sul tema di un prodotto già presente in negozio: è importantissimo aggiungere sempre nuove varianti dei prodotti.

negozio su etsy

Per dare un’aiuto alla tua fantasia potresti ispirarti alle stagioni, alle ricorrenze (un esempio classico quello di realizzare una versione natalizia del tuo prodotto) oppure a specifici eventi o tematiche del tuo settore di appartenenza.

Per una creativa come te, non dovrebbe essere difficile prendere spunto dalla mole incredibile di possibilità che hai a disposizione.

Se poi hai bisogno di un’aiuto per capire cosa è meglio fare e quando farlo contattaci qui sotto!

Alla prossima!

 

 

Copywriting, ovvero come scrivere testi che chiunque leggerà

Copywriters (Mad Men)

Se vuoi promuoverti sul web non puoi ignorarlo: è il copywriting e ti sto per spiegare come si fa

Hai un nemico ogni volta che scrivi qualcosa su internet: tutto il resto di internet.

La soglia di attenzione sul www è estremamente bassa e la concorrenza altissima: pensa anche solo al flusso di contenuti che ti scorrono davanti ogni volta che accedi a Facebook. Non ti metti mica a guardare o leggere ogni singola cosa, vero?

Ci sono alcune cose che catturano la tua curiosità, altre invece no.

E questo vale per ogni altra cosa: quando effettui una ricerca su Google, quando vedi l’anteprima di un video, quando controlli la tua casella e-mail.

Come fare dunque?

Esiste una tecnica per catturare l’attenzione del tuo pubblico?

Ma certo!

È il copywriting e d’ora in poi non avrà più segreti per te.

Direttamente dalla pubblicità

Copywriting è una parola inglese e significa scrivere (writing, dal verbo to write) il copy.

Cos’è il copy?

Il copy è il testo di un qualsiasi annuncio pubblicitario, sia esso cartaceo (ad esempio un cartellone o una pagina di rivista) che audiovisivo (il tradizionale spot televisivo o radiofonico).

Quindi il copywriter è colui che scrive i testi pubblicitari.

Hai mai visto Mad Men?

Bè, il carismatico Don Draper è anzitutto un copywriter: il suo compito in ogni puntata è ideare la strategia comunicativa adeguata per pubblicizzare il prodotto, il servizio o il brand del cliente di turno.

Copywriting (Mad Men)

Va bene, tecnicamente Draper è un direttore creativo: sta a un livello superiore ed è colui che coordina sia i testi che la parte grafica (che spetta all’art director). Ma non puoi essere un direttore creativo se non sei anche un copywriter, poiché il messaggio funziona solo se testo e visual lavorano insieme.

Non hai mai visto Mad Men?

Fallo: oltre ad essere un gioiello televisivo può essere di grande ispirazione per chi lavora in comunicazione e marketing.

Il copywriting e il web: non solo pubblicità

Ti do una notizia: sul web dovremmo essere tutti un po’ copywriter.

Specie (ma non solo) se hai obiettivi di marketing, qualsiasi contenuto tu stia realizzando affinché sia letto, guardato o ascoltato dovrebbe essere scritto seguendo i principi del copywriting, o almeno avvicinarvisi.

Anche se non vuoi direttamente “vendere” qualcosa vuoi comunque catturare l’attenzione, coinvolgere, persuadere, suscitare una reazione nel lettore: altrimenti che scrivi a fare?

Certo, c’è ancora spazio per la scrittura libera e creativa (magari su un blog personale che più personale non si può), ma se in questo preciso momento sei sul sito di una web agency probabilmente ti interessa comunicare al fine di promuovere la tua azienda o la tua attività, giusto?

Sono anni ormai che si parla di come la pubblicità tradizionale abbia subito un profondo slittamento dai meccanismi “push” (spingere) a quelli “pull” (tirare): se prima la logica era quella dell’interruzione (interruption marketing), esattamente come lo spot che viene sparato a milioni di spettatori durante il proprio programma televisivo preferito (di fatto interrompendolo), oggi l’inbound marketing è esattamente l’opposto, vale a dire che è il tuo stesso pubblico, unico e specifico, a venire da te se gli proponi contenuti interessanti, contenuti che sono ben più di una semplice marchetta.

Copywriting - Texts to sell

Ecco ad esempio perché ti serve il copywriting:

  • per far sì che le tue e-mail vengano aperte e lette fino alla fine
  • perché vuoi che i tuoi post su Facebook raggiungano il massimo grado di engagement
  • per scrivere una landing page che converta
  • perché vuoi che il tuo video sia guardato fino all’ultimo secondo
  • per preparare un preventivo chiaro e convincente
  • perché… (riempi con altre mille opzioni)

Insomma, sul web ogni testo che abbia degli obiettivi specifici deve diventare un copy, vale a dire un testo persuasivo o coinvolgente.

Una guida minimalista per avvicinarti al copywriting

Non voglio peccare di eccessiva modestia, ma sul copywriting sono stati scritti da decenni fiumi di pagine, prima cartacee poi anche digitali: non sarà certo un singolo articolo a insegnarti tutto quello che c’è da sapere.

Però un singolo articolo può aprirti gli occhi e fornirti tutti i principi basilari per costruire le fondamenta del tuo copywriting, così che già alla fine di questa lettura tu possa iniziare a scrivere diversamente e ad ottenere già qualche primo beneficio. Dopodiché potrai approfondire anche per tutta la vita: il copywriting non si finisce mai di imparare.

Sei pronto?

Iniziamo con l’intercettare il pubblico giusto!

1. Segmenta il tuo pubblico

Lo ammetto: nel titolo principale di questo articolo mi sono preso una piccola libertà.

L’obiettivo di un buon copywriter non è rivolgersi a tutti, ma scrivere (potenzialmente) al proprio target.

Se ad esempio stai scrivendo i testi delle schede informative dei prodotti che vendi sul tuo sito e-commerce devi avere chiare in mente chi saranno le tue buyer personas (ricordi? ne parlavo nell’articolo sulle strategie di blogging di successo).

Se vendi scarpe da donna, per dire, potrebbe non interessarti intercettare l’attenzione degli uomini. Dico “potrebbe”, perché tutto è possibile… ma ci torno su tra poco.

2. Pensa al tuo obiettivo

Qual è lo scopo del testo che stai scrivendo?

Quale reazione vuoi suscitare nella buyer persona che leggerà (detta per l’appunto anche reader persona)?

Vuoi vendere un determinato prodotto scrivendone la scheda descrittiva?

Hai bisogno di esortare a compilare un form?

Miri a stuzzicare l’acquolina del tuo lettore con un bell’ebook pronto da scaricare con un click?

Desideri vendere scarpe da donna… ma agli uomini, in modo che possano regalarle alle dolci metà in occasione di qualche ricorrenza speciale? (Hey, ecco l’esempio di cui parlavo alla fine del punto 1! Anche se io non mi azzarderei mai a prendere iniziativa su modello e colore di un paio di scarpe per qualsiasi fanciulla…).

Devi avere ben chiaro il tuo scopo e strutturare il testo secondo una strategia per conquistare il tuo lettore modello (ah, il buon vecchio Umberto Eco!), che poi sarà anche il tuo acquirente o cliente potenziale se stai promuovendo un prodotto o servizio.

Immagina di condurlo passo passo, una parola alla volta, nel suo viaggio che lo porterà a convertire, ossia a realizzare il tuo obiettivo di marketing.

Sul concetto di “passo passo” ci rivediamo tra un paio di punti, ma prima imprimiti nella tua mente da copywriter che…

3. Il titolo è l’80% del tuo investimento

Non lo dico io ma il grande David Ogilvy, uno dei più rivoluzionari advertiser della storia della pubblicità:

“Quando hai scritto il tuo titolo, hai speso 80 centesimi del tuo dollaro [di investimento]”

E se lo dice Ogilvy puoi credergli!

Il succo è che il titolo, headline in inglese, è l’elemento più importante di qualsiasi copy. Secondo Ogilvy l’80% dell’importanza di un copy risiede nel titolo, mentre il resto (anche se molto più lungo) conta “solo” il 20%.

Copywriting-What-people-read-David-Ogilvy

Nella pubblicità tradizionale la headline è la linea di testo (perché solitamente è breve), detta anche claim, che “domina” l’immagine, : è la frase che sintetizza il beneficio del prodotto che pubblicizza, vuoi in maniera informativa (“Più bianco non si può”), vuoi in maniera seduttiva (“Il piacere senza il peccato”), vuoi in maniera retorica e ammiccante (“Cosa vuoi di più dalla vita?”).

Solitamente varia da campagna a campagna a seconda dell’obiettivo specifico, a differenza del payoff che invece “chiude”, rafforzandone l’identità, il nome di un brand (esempio: “I’m lovin’ it”).

Nell’ambito web, l’headline può essere un sacco di cose: anzitutto, ovviamente, il titolo di un articolo, ma anche il titolo di un video, di una puntata di un podcast, di una home page, o ancora l’oggetto di una e-mail o, prendendo in prestito direttamente dalla pubblicità classica, il claim che accompagna una immagine per un social network, o magari l’intestazione (testuale e grafica) della pagina stessa.

Insomma, se hai un buon titolo hai fatto già l’80% del tuo lavoro di buon copywriter.

Ma non pensare che quel 20% si scriverà da solo…

4. Ogni rigo deve condurre al successivo

Se credi che una volta selezionato un contenuto da guardare o leggere l’obiettivo del copywriter sia stato raggiunto ti sbagli di grosso: catturare l’attenzione è solo il primo passo, l’altra sfida è mantenerla il più possibile fino alla fine.

Ricordi quando nel punto 2 parlavo di viaggio del lettore?

Un buon copy deve essere una storia appassionante che faccia sentire protagonista chi lo legge, avvicinandolo già dal titolo (e torniamo al punto 2!).

Non devi dare mai per scontato che il tuo lettore prosegua fino alla fine: devi sempre impegnarti affinché arrivi un po’ più in là rispetto a dove già è, e per farlo devi organizzare il testo in maniera scorrevole, scrivendo in maniera semplice, fornendo le informazioni principali il prima possibile e concedendo degli approfondimenti più avanti.

Devi alternare frasi lunghe e frasi corte in maniera sapiente, senza mai cedere ai cosiddetti muri di testo (sul web siamo tutti più pigri, nessuno escluso!), e rendere il tuo scritto esteticamente gustoso attraverso grassetti piazzati in maniera oculata, elenchi puntati e concentrando il più possibile i concetti chiave a inizio frase o paragrafo.

A girl reads a book

Fa’ questo esercizio: se hai un testo lungo dividilo in paragrafi, poi in sotto-paragrafi e infine in capoversi. Poi prova a sintetizzare ogni capoverso in frasi sempre più brevi e, possibilmente, accattivanti, che incuriosiscano a leggere quella successiva.

In questo modo avrai snellito di parecchio il testo iniziale e lo avrai reso più avvincente.

E ti sarai esercitato nella sintesi, un talento da sviluppare assolutamente se vuoi essere un copywriter efficace, poiché…

5. Meno spazio hai più devi essere bravo

Proprio così.

Sul web ci sono spazi in cui puoi essere più libero e spazi in cui hai limiti maggiori, ma in ogni caso non dovresti mai lasciarti prendere troppo la mano.

Un copy efficace sfrutta nel migliore dei modi lo spazio disponibile.

Che poi è un po’ la logica che ha reso celebre Twitter, no?

Che siano gli attuali 280 o gli “storici” 140, Twitter “costringe” al copywriting: se vuoi che il tuo tweet lasci il segno devi centellinare ogni lettera, virgola o spazio.

Questo vale anche al di fuori: un cartellone pubblicitario non ha mai troppe scritte, un articolo promozionale all’interno di una rivista può avere un bodycopy (cioè il corpo del copy, la parte più sostanziosa) più generoso, ma comunque l’attenzione del lettore è una risorsa che non va mai sprecata, quindi ogni parola va centellinata.

Attenzione! Sintesi non vuol dire taglio netto: si tratta invece della capacità di trovare soluzioni linguistiche diverse per esprimere lo stesso concetto. Dico una sciocchezza: “Paolo fa il ristoratore specializzato in pizze, e non perde occasione di spostarsi in posti diversi” si potrebbe sintetizzare in “Paolo il pizzaiolo ama viaggiare”, senza smarrire per strada alcun concetto.

Guarda che straordinario esempio di sintesi concettuale in questo poster, in cui naturalmente la parte visual gioca un ruolo fondamentale: il logo di Volkswagen occupa un solo spazio per due lettere, inglobando sia la V che la W, e il copy fa di questo una metafora dell’efficienza dell’azienda.

Copywriting-VolksWagen-poster

Fa’ quest’altro esercizio: scrivi per esteso il concetto che vuoi esprimere, senza omettere nulla, poi sforzati di cesellare il testo affinché lo stesso messaggio sia condensato in una frase più breve.

Anche perché sul web ogni parola, specie ogni keyword, conta, come insegna la…

6. SEO

(Pen)ultima ma non ultima… la SEO!

Non pensavi mica che ce ne fossimo scordati, vero?

Sul web pressoché ogni cosa passa per i motori di ricerca, per cui è importante scrivere i propri contenuti (almeno quelli che hanno una posizione “fissa”, ad esempio articoli di blog o pagine di siti) tenendo ben presenti i principi della cosiddetta Search Engine Optimization, ad esempio studiando le parole chiave da inserire e la coerenza dei propri testi.

SEO-Scrabble-letters

Non sai cos’è la SEO o come si scrive in tale ottica?

Niente paura: per tua fortuna abbiamo spiegato facilmente la SEO in 7 punti, così anche i tuoi contenuti faranno bella figura con Google!

E non dimenticare lo snippet di anteprima, ossia ciò che compare nei risultati di una ricerca: può fare la differenza tra un click o uno scroll, per cui si tratta di un ottimo esercizio di sintesi – e di una bella sfida – per qualsiasi web copywriter!

7. Osserva e impara dagli altri

In altre situazioni avrei scritto questo consiglio come bonus, ma a mio parere in questo caso l’osservazione analitica e, di fatto, lo studio del già esistente rende il tuo copywriting sempre più efficace.

Lo studio può avvenire in due modi principali:

  • fonti teoriche (che poi solo teoriche non sono mai), vale a dire libri sul copywriting o siti web di copywriter affermati (che a loro volta pubblicano centinaia di articoli istruttivi)
  • copy già esistenti

Per quanto riguarda i libri, te ne consiglio due fondamentali al volo: Il Mestiere di Scrivere, di Luisa Carrada (che è anche un blog), e, se mastichi l’inglese, la pietra miliare di Robert W. Bly The Copywriter’s Handbook.

The-Copywriter's-Handbook-by-Robert-Bly

Per quanto riguarda i blog, a parte quello di Carrada c’è una fonte inesauribile di risorse per gli aspiranti copywriter o anche quelli più affermati che vogliono ulteriormente specializzarsi: ad esempio PennaMontata, dell’esperta in tono di voce Valentina Falcinelli.

Ma ci sono moltissime altre fonti, come – tieniti forte – questo monumentale articolo su CopyHackers (un nome, un programma, a proposito di copy anche nella scelta di un dominio accattivante), una vera e propria enciclopedia ipertestuale su tutte le possibili formule di copywriting vincenti.

Per il resto, guardati intorno: il mondo è pieno di pubblicità e di testi persuasivi, sia online che offline. Il lato positivo per un copywriter? Non hai che l’imbarazzo della scelta!

Studia i cartelloni, gli spot, le newsletter, le pagine di rivista che ti attraggono, ti seducono, ti convincono di più.

Insomma, impara dai copy che avresti voluto scrivere tu.

E guarda qualche puntata di Mad Men, credimi.

Parola di copywriter.

Professionisti del web: le 7 figure più richieste dalle aziende

professionisti del web

Se anche solo ascoltando i nomi dei nuovi professionisti del web già ti scoppia la testa, tranquillo. Non sei il solo ad essere confuso.

Le nuove possibilità che il digitale sta offrendo non sono del tutto chiare neanche alle imprese. Districarsi infatti fra così tante competenze, a volte sovrapposte, non è per niente facile.

Ma niente paura, ci siamo qui noi!

Oggi vogliamo fare un pò di chiarezza parlandoti dei 7 professionisti del web sui quali le aziende stanno investendo sempre più risorse.

Pronti, partenza…..via!!!

Professionisti del web: un’opportunità concreta

Da quando il ciclone digitale ha colpito la nostra società nessun settore ha potuto salvarsi.

Per non parlare del mondo del lavoro.

Immagini quanto possa essere stato dirompente l’impatto delle nuove tecnologie sulle vecchie generazioni analogiche che, agli albori delle loro carriere professionali, usavano ancora carta e penna?

L’iniziale crisi ha però generato molteplici opportunità.

In Italia infatti solo un’esigua percentuale di piccole e medie imprese è dotata di figure professionali necessarie ad affrontare i nuovi scenari competitivi che il mercato offre. Proprio per questo la domanda delle aziende verso i nuovi professionisti del web e le digital soft skills è in costante aumento.

Secondo una ricerca condotta da Doxa infatti, su un campione 668 PMI solo il 40% di queste utilizza strategie di digital marketing che hanno bisogno di figure professionali adeguate per realizzarle e gestirle.

professionisti del web
Rapporto PMI Doxa

Puoi immaginare quanto è importante possedere competenze digitali per poter, da qui a pochi anni, rivestire quei ruoli di cui le imprese hanno sempre più bisogno??

Ma bando alle ciance. Andiamo a vedere quali sono queste fantomatiche professioni.

Social media manager

Se fino adesso hai pensato che bastasse avere un profilo personale su Facebook o gestire la pagina del bar sotto casa per essere considerato un social media manager, ci dispiace deluderti ma non è così semplice!

Questa figura professionale, nata negli ultimi 5 anni, si occupa del coordinamento e gestione della presenza sui social media di un’azienda o un brand.

Ciò che distingue questa figura “dall’amico che sa usare il computer” è la capacità di inserire ogni azione effettuata sui social all’interno di una strategia.

professionisti del web

Il social media manager deve saper individuare gli obiettivi del cliente, saper pianificare una strategia che permetta di raggiungerli, saper scegliere i giusti canali, elaborare un budget per i social media e infine curare la gestione operativa dei social per conto proprio o insieme ad altri professionisti.

Devi sempre ricordarti però che quando si parla di social indirettamente si sta parlando di community. Quando queste diventano molto grandi il social media manager potrebbe aver bisogno di un community manager.

E’ proprio questa la seconda professione più ricercata dalle aziende. Andiamo a vedere di cosa si occupa.

Community manager

Questa figura è forse una delle più richieste per il suo delicato e importantissimo ruolo.

Il suo compito è quello di gestire e moderare una community online. Risponde ai commenti, stimola l’interazione, propone argomenti di discussione, ma soprattutto opera al di fuori dei canali sociali dell’azienda mettendosi in contatto con gruppi presenti in rete, blogger e portatori di interessi potenzialmente affini all’azienda.

Capacità comunicative e di utilizzo degli strumenti delle varie piattaforme social sono essenziali per poter svolgere questa professione.

Content manager

Qui siamo di parte.

Il content manager o creatore di contenuti web (a seconda di quanto è grande la realtà imprenditoriale nella quale lavora) è la nostra figura professionale preferita. Forse perché la nostra attività principale è proprio la content creation.

Favoritismi a parte, andiamo a vedere di cosa si occupa.

Il lavoro del content manager è quello di realizzazione contenuti, principalmente grafici e testuali, per un’azienda o un brand. Nel caso in cui la realtà imprenditoriale fosse abbastanza grande e strutturata il suo compito diventa quello di organizzare e integrare le mansioni di diversi professionisti: grafici, copywriters, designers, videomakers, fotografi ed altri.

Data la vastità del suo campo di azione deve possedere capacità trasversali ai diversi ambiti della comunicazione e saper utilizzare diversi strumenti operativi.

Social media analyst

professionisti del web
I fucking love data!!

Il social media analyst si occupa principalmente di monitorare e analizzare i dati che è possibile estrapolare dai social.

Ascolto delle conversazioni, analisi degli insights e elaborazioni di report sono caffè e cornetto della sua vita.

Tutte le analisi qualitative e quantitative che effettua tramite tool specifici come Talwalker, Social Insider  e Hootsuite vengono trasmesse ai clienti o al social media strategist per permettergli di elaborare una strategia efficace.

Chi è il social media strategist? Solo un’altro dei nuovi professionisti del web!!

Continua a leggere per scoprire di cosa si occupa!!

Social media strategist

Comunicare e fare social media marketing sui diversi canali social necessita di  qualcuno che sappia formulare messaggi per diversi interlocutori, scegliere il giusto formato comunicativo e i diversi media.

professionisti del web

Il compito del social media strategies è proprio questo: scegliere quali canali social è più opportuno utilizzare e decidere quali strumenti di comunicazione utilizzare su ognuno.

Si occupa inoltre di ogni singolo particolare della strategia di comunicazione sfruttando competenze che vanno dall’antropologia alla psicologia fino all’analisi dei dati.

Digital PR

Il digital Pr specialist ha il compito di migliorare e difendere la reputazione dell’azienda online.

Interagisce con influencer, opinion leader e community che potrebbero in qualche modo influenzare il posizionamento aziendale.

Questa figura ha sia il compito di accrescere l’opinione positiva che le persone hanno dell’impresa, sia quello di difenderla in caso di rumors negativi nei suoi confronti.

SEO specialist

Ed eccoci arrivati all’ultimo dei 7 professionisti del web più ricercati dalle aziende: il SEO specialist.

Il SEO specialist si occupa di rendere più visibile sui motori di ricerca un sito web.

Dialoga con Google cercando di convincerlo a ritenere il tuo spazio su intenet più autorevole rispetto agli altri e quindi meritevole di essere trovato per primo.

Scegliere i contenuti giusti, utilizzare le parole chiave più adatte e sfruttare nel miglior modo possibile le diverse tecniche di copywriting sono le capacità principali che deve possedere.

Tutto chiaro??

Se vuoi farci qualche domanda e saperne di più scrivici pure qui sotto!!

Alla prossima!!